L’idrosadenite suppurativa (HS) è un’infiammazione-infezione cronica che colpisce la cute ricca di ghiandole sudoripare. Si calcola che interessi fino all’1% della popolazione con un picco nella fascia dai 20 ai 30 anni. Di norma si manifesta nelle fasi iniziali come una piccola cisti che viene incisa e scambiata per una semplice cisti follicolare. Successivamente, con l’avanzare del processo patologico, le cisti diventano multiple e si creano delle comunicazioni tra di loro (dette fistole) che bucano la pelle dando luogo a multipli orifizi da cui fuoriesce materiale siero-ematico o siero-purulento. Tipicamente sono interessate le pieghe degli arti, quindi ascelle e regione inguinale. Altre aree possibili sono la regione sacrale, la regione inframammaria, la regione sternale e raramente la regione nucale.

Esistono tante stadiazioni cliniche per poter classificare quanto è avanzata la malattia. Una delle più semplici e più utilizzate è quella di Hurley:

Stadio 1

  • Ascessi singoli o multipli, che inizialmente si presentano sottoforma di piccoli noduli duri
  • Poche regioni interessate, con lieve infiammazione (può essere confuso con l’acne conclobata e severa)
  • Assenza di esiti cicatriziali e tragitti fistolosi

Stadio 2

  • Ascessi ricorrenti, lesioni singole o multiple largamente distinte
  • Formazione di tragitti fistolosi e cicatrizzazione

Stadio 3

  • Diffuso coinvolgimento con ascessi multipli, fistole multiple connesse tra loro, ulcerazioni con suppurazione cronica
  • Cicatrici ipertrofiche

I primi due stadi in genere rispondono con buon buona/moderata efficacia ai diversi trattamenti farmacologici disponibili, quali farmaci antibatterici, antinfiammatori, cortisonici, sia topici che locali. I pazienti che giungono allo stadio 3 di Hurley al contrario sono quasi sempre refrattari ai trattamenti anzidetti o, qualora rispondano efficacemente, hanno un rischio di recidiva nel breve termine piuttosto alto.

Il chirurgo plastico si occupa della gestione dei casi avanzati (stadio Hurley 3), andando a rimuovere, quando possibile, tutti i tessuti interessati dai processi infiammatori cronici; una volta terminata la fase “asportativa”, viene effettuata la plastica di ricostruzione che, quando possibile, prevede in prima battuta l’uso di raffinate tecniche microchirurgiche.

Dalla combinazione di queste tecniche, ossia di un’escissione allargata su tutti i margini e una ricostruzione chirurgica avanzata, si ottiene nella maggior parte dei casi un ottimo risultato morfologico e funzionale e un basso rischio di recidiva della patologia (intorno all’8%).

Come è facile intuire questo approccio non banalizza minimamente il problema e il disagio di questi pazienti e mira ad ottenere un risultato altamente efficace, soddisfacente dal punto di vista estetico ed associato a tempi di guarigione ragionevoli.

Prima di un intervento di liposuzione è buona norma NON assumere Ac. Acetilsalicico (aspirina) a partire da almeno 7 giorni prima dell’intervento per evitare problemi di sanguinamento. Per i fumatori è assolutamente consigliato astenersi per almeno 4 settimane (due prima e due dopo l’operazione). Essendo coinvolte nella maggior parte dei casi le pieghe corporee, per poter avere un più basso tasso di complicanze è fortemente consigliato avere un peso corporeo adeguato. Pertanto, un corretto inquadramento nutrizionale è molto utile prima dell’intervento.

Le tecniche chirurgiche ricostruttive impiegate prevedono l’uso di lembi perforanti: si tratta di una metodica ricostruttiva dove vengono utilizzati i tessuti stessi del paziente sfruttando dei vasi sanguigni di piccolissimo calibro. Questo tipo di ricostruzione, che rappresenta una soluzione tecnica estremamente raffinata, permette di mantenere intatti i vasi sanguigni di maggior calibro, nervi e muscoli.

Trattandosi di interventi difficili e che richiedono da 2 a 5 ore, è quasi sempre indicata l’esecuzione in anestesia generale. I giorni di ricovero variano da 2 a 7 giorni a seconda della sede anatomica, delle comorbidità del paziente e del tipo di ricostruzione effettuata.

Il dolore di norma è lieve e ben controllato dalla terapia farmacologica. E’ assolutamente indicato il riposo e l’astensione da attività fisiche e sportive per 21-28 giorni a seconda della sede anatomica trattata. L’astensione completa dal fumo facilita di gran lunga la cicatrizzazione delle ferite. Saranno presenti da 1 a 3 drenaggi in sede d’intervento che di solito di rimuovono dopo 3-4 giorni. La rimozione dei punti avviene dopo circa 14 giorni a livello ascellare, dopo 21 a livello gluteo e inguinale. L’igiene personale, soprattutto quando operati a livello gluteo-inguinale, deve essere massima e costante.